Introduzione alla behavior based safety

Con il termine Behavior Based Safety si intende un insieme di metodi per la gestione della sicurezza basati sul miglioramento dei comportamenti significativi per la sicurezza dei lavoratori con l’obiettivo di ridurre drasticamente gli infortuni; questa metodologia, sperimentata con successo dagli anni ’80 nel mondo anglosassone, USA in particolare, ha avuto numerose significative applicazioni anche in Italia, a partire dai primi anni del 2000.

Le metodologie della BBS, fondano le proprie radici teoriche nella “behavior analysis”, quella branca della psicologia che spiega il comportamento umano usando i paradigma si Skinner, ovvero mettendolo in correlazione causale con stimoli “antecedenti” (che prececedono il comportamento – detti anche stimoli discriminanti)  e stimoli “conseguenti” (a valle del comportamento). Questi stimoli conseguenti modellano la probabilità del comportamento futuro che il soggetto metterà in atto di fronte a simili stimoli discriminanti. Attarverso il paradigma di Skinner (detto anche del condizionamento operante) si possono realizzare procedure di modifica comportamentale.

A partire dagli anni 70 vari studiosi del comportamento hanno messo in atto vari modelli di intervento nell’ambito della sicurezza sul lavoro; già nel 1935 H. W. Heinrich, nella sua attività di Ispettore della “Travelers Insurance Company”, arrivò ad attribuire al comportamento umano circa il quasi il 90% degli infortuni. Gli studi INAIL, che giustamente considerano anche il fatto che esistono in genere più cause prossime, confermano invece che circa il 55% degli infortuni gravi o mortali vedono la presenza “dell’attività dell’infortunato o di terzi” come causa prossima.

cause prossime di un infortunio
cause prossime di un infortunio

 

Occorre considerare che comportamento umano (lavoratore, colleghi) o le condizioni di rischio (macchine, luoghi di lavoro, ecc.) costituiscono le cause “prossime” di un infortunio, ma sono inserite in una catena di fattori che conduce ad un infortunio; si parte dalla cultura di salute e sicurezza, si passa attraverso il modello di gestione dell’organizzazione che determina comportamenti e condizioni di rischio. I quali, a loro volta, generano dei risultati: incidenti e infortuni. I fattori a monte di questo processo costituiscono  le “cause di base” o “root causes”,  sono i fattori causali delle “cause prossime” e determinano insieme le performance di sicurezza.

cause prossime e di base
cause prossime e di base

Si noti che già negli studi di Heinrich, in particolare, si identifica il ruolo nel management nell’assicurare che condizioni e comportamenti a rischio non si presentino sul posto di lavoro.Ma il comportamento è comunque centrale in questa catena di fattori.

Nel corso degli anni la metodologia si è inoltre notevolmente arricchita con metodi di management avanzati; nel 1996 per esempio, uno dei maggiori studiosi del metodo, T. Krause, rifiuta l’equiparazione tra BBS e comportamentismo, proprio alla luce delle notevoli integrazioni che aveva avuto il metodo. Recentemente altre “contaminazioni” significative sono costituite dall’integrazione con la neurofisiologia e con la psicologia cognitiva e, proprio da quest’ultimo versante, arrivano le critiche più accese. La feroce contrapposizione tra psicologia cognitiva e comportamentale continua anche nella sicurezza sul lavoro, nonostante i tentativi di integrazione?

Nel sito trovate anche una sezione dedicata a queste critiche, che sono riassumibili in alcuni grandi insiemi:

  • il comportamento è determinato da fattori più complessi di quelli del paradigma di Skinner
  • i comportamenti sul lavoro non sono modellabili perchè più complessi e articolati
  • occorre prima lavorare sulla cultura per poi modificare i comportamenti (altrimenti la modifica di un comportamento non sarebbe stabile)
  • guardare al comportamento (la causa prossima) costituisce un atto di miopia perché con questo si tracurano le cause di base
  • guardare al comportamento significa scaricare la colpa dell’infortunio sul lavoratore.

Il riassunto è  rozzo ma, credo, completo. Nel sito trovate anche commenti in risposta a queste critiche che per molti aspetti riguardano applicazioni errate (o derive) del metodo. Questi rischi vanno tenuti in considerazione nell’implementazione, ma vi sono delle considerazioni inoppungnabili a favore della BBS:

1) il comportamento è comunque la principale causa primaria degli infortuni (negli studi INAIL poco più del 50%): non gestirlo adeguatamente è una carenza fondamentale di gestione della sicurezza. Pensate allo schema di prima: dalle cause remote (cultura, SGSL, formazione) all’infortunio. Se non si gestisce adeguatamente il comportamento il modello di gestione della sicurezza ha un’area grigia proprio in un elemento centrale.

cause di base senza considerare gli infortuni
cause di base senza considerare gli infortuni

 

2) il comportamento è misurabile. Questo è un elemento di fondamentale. Possiamo considerare che vi sono comportamenti non facilmente “standardizzabili” e “osservabili”, ma la maggior parte lo è. Questo permette di avere una chiara rappresentazione delle aree di sicurezza e di rischio di un’organizzazione creato in maniera condivisa dalle persone dell’organizzazione stessa. Per esempio in questo grafico trovate i risultati di una serie di osservazioni:

risultati osservazione
risultati osservazione

Con questi dati potete, in maniera proattiva, intervenire su situazioni di rischio prima che esse generino incidenti e infortuni. Al tempo stesso,  in un periodo di tempo relativamente breve, potete valutare, l’efficacia di un’azione correttiva osservando l’andamento di uno specifico trend nel corso del tempo. Ricordiamo anche che le osservazioni sono anonime, i risultati sono collettivi e le osservazioni sono svolte tra colleghi sulla base di comportamenti che i lavoratori stessi hanno identificato. I migliori sistemi BBS sono  “employee driven”! A differenza di tanti altri metodi non si spiega ai lavoratori che cosa occorre/non occorre fare: sono i lavoratori stessi che contribuscono a guidare e gestire il processo.

3) Il comportamento è modificabile e migliorabile.  E’ vero che trascurare i fattori culturali è un errore prospettico ma le modifiche culturali hanno un grande difetto! Sono necessariamente di lungo periodo. Invece  abbiamo bisogno che le persone siano sicure oggi, ora! Il modo più rapido è fornire feedback coerenti con questo obiettivo e ascoltare i loro suggerimenti per rimuovere ciò che impedisce di lavorare in sicurezza, proprio come si fa con la BBS. Anche grazie al feedback a fine osservazione, si aumenta fin da subito la consapevolezza di tutti e si ascoltano e registrano i suggerimenti e le proposte di miglioramento.

 

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